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I 5 MOVIMENTI

 

I 5 Movimenti sono uno dei concetti base di tutta la Medicina Cinese, questa teoria è il frutto di migliaia di anni di osservazione della natura e riesce a cogliere il dispiegarsi nel tempo dello Yin/Yang, che si manifesta sia nelle stagioni che nei cambiamenti ciclici della vita. La teoria dei 5 Movimenti è il presupposto dell’esistenza del concetto di Macro-Microcosmo così come la teoria dei Canali è il presupposto della possibilità di scambio tra questi due “cosmi”.

Lavorare i 5 Movimenti con il QiGong permette di ottenere un’armonizzazione globale del sistema energetico, aiuta ad avere un ZhengQi (Qi circolante) in sintonia con gli stimoli ambientali e quindimigliora l’adattamento in ogni sua forma. Questa modalità di insegnamento consente diapprendere sia dei facili esercizi da eseguire durante le varie stagioni e durante i cambi di stagione, sia semplici movimenti da consigliare ai clienti per migliorare l’efficacia dei trattamenti permettendone un’azione più profonda.

Durante il corso studieremo la forma Wu Xin QiGong di Liu De Ming che ha come obbiettivo principale quello di armonizzare i 5 Movimenti. È una forma veramente completa perché lavora contemporaneamente sui Canali e sugli Organi, permette di sia di pulire che di tonificare e stimola la capacità di entrare in risonanza con l’ambiente.

IL FUOCO DELLA PRIMAVERA, L’ADOLESCENZA NELLA MEDICINA CINESE

Il seminario, a carattere teorico pratico, intende affrontare le caratterizzazioni energetiche dell’adolescenza nel mondo della Medicina Cinese e la possibilità di alcune tecniche, tuina e qigong, di sostenere questo periodo complesso per l’adattamento e l’equilibrio del ragazzo.. le tecniche fisiche sembrano rivestire un ruolo importante nel mondo moderno per lenire iperattività e ansie prestazionali, tipiche di questo periodo, con un patrimonio millenario di tecniche e suggestioni.

COMPAGNIA DEL TAO:

ARTE, EMOZIONI E BIOCHIMICA DEL CORPO

10 NOVEMBRE 2018

CONVITTO SANT'APOLLONIA - VIA SAN GALLO 25 - FIRENZE

Si propone un percorso opzionale, ma complementare al corso di Tuina di Qigong, fortemente consigliato agli allievi di tutti e tre gli anni di Tuina.

Il QiGong è una delle prime tecniche che storicamente si trovano alla base dell'attuale medicina cinese, alcune teorie affermano che il decorso dei meridiani sia stato scoperto proprio dai praticanti delle ginnastiche energetiche.

E' talmente importante come pratica che nel SoWen viene detto che i popoli del centro, coloro che soffrono del ristagno dell'energia, devono curarsi con il massaggio e la ginnastica energetica.

Per l'operatore TuiNa la pratica del QiGong è importante per vari motivi :

 raffina la percezione energetica stimolando la propriocezione

 la postura base permette di migliorare la circolazione energetica, migliorando l'efficacia del massaggio e diminuendo i rischi per l'operatore

 mantiene alto il livello di ZhengQi,o energia della buona salute, è conforme alla stagione e alla costituzione dell'individuo e si oppone ai perversi esterni

 permette di "lasciar andare" e di "staccare" dopo una giornata di lavoro, riducendo il rischio del burnout in cui anche l'operatore TuiNa può incorrere

 permette di consigliare dei facili esercizi al cliente, che se praticati con regolarità, aumenteranno l'efficacia del massaggio

“Si consiglia di indossare abiti comodi e con più strati in modo da non soffrire il caldo durante le parti più fisiche, di indossare scarpe comode a suola piatta e con la caviglia libera, di portare un tappetino per le parti a piedi nudi. “

Si propone un percorso opzionale, ma complementare al corso di Tuina di Qigong, fortemente consigliato agli allievi di tutti e tre gli anni di Tuina.

Il QiGong è una delle prime tecniche che storicamente si trovano alla base dell'attuale medicina cinese, alcune teorie affermano che il decorso dei meridiani sia stato scoperto proprio dai praticanti delle ginnastiche energetiche.

E' talmente importante come pratica che nel SoWen viene detto che i popoli del centro, coloro che soffrono del ristagno dell'energia, devono curarsi con il massaggio e la ginnastica energetica.

Per l'operatore TuiNa la pratica del QiGong è importante per vari motivi :

 raffina la percezione energetica stimolando la propriocezione

 la postura base permette di migliorare la circolazione energetica, migliorando l'efficacia del massaggio e diminuendo i rischi per l'operatore

 mantiene alto il livello di ZhengQi,o energia della buona salute, è conforme alla stagione e alla costituzione dell'individuo e si oppone ai perversi esterni

 permette di "lasciar andare" e di "staccare" dopo una giornata di lavoro, riducendo il rischio del burnout in cui anche l'operatore TuiNa può incorrere

 permette di consigliare dei facili esercizi al cliente, che se praticati con regolarità, aumenteranno l'efficacia del massaggio

“Si consiglia di indossare abiti comodi e con più strati in modo da non soffrire il caldo durante le parti più fisiche, di indossare scarpe comode a suola piatta e con la caviglia libera, di portare un tappetino per le parti a piedi nudi. “

 

Si propone un percorso opzionale di Qigong, ma complementare al corso di Tuina, fortemente consigliato agli allievi che hanno già frequentato il 1° livello o che hanno già le basi del Qigong.

Dopo aver studiato le basi del QiGong durante il primo livello, nel secondo livello iniziamo con lo studio di una forma completa, la forma che è stata scelta è Ba Duan Jin o 8 Pezzi di Broccato, una delle forme più antiche e famose che si collega bene con il programma di TuiNa. Infatti gli “8 Pezzi” lavorano sui Meridiani Curiosi che sono una parte importantissima del programma del secondo anno.

Esistono moltissime versioni e varianti di questa forma, quella che presentiamo è la versione insegnata in Italia dal maestro Jeffry Chong Yuen, che ne dà un’interpretazione alchemica cioè incentrata sulla trasformazione personale. Uno degli obbiettivi è attivare il sistema dei Curiosi al fine di ottenere il dispiegamento della propria costituzione.

Che significa 8 Pezzi di Broccato?

La definizione “8 Pezzi” si riferisce alle otto esercizi di cui è composta la sequenza. L’”Otto” è ritenuto un numero magico secondo la numerologia taoista.  “Gli 8 Pezzi” infatti lavorano principalmentesugli otto Meridiani Curiosi oltre che sui Meridiani Principali e i 3 Riscaldatori. La definizione “Broccato” vuole evidenziare quanto tali esercizi possano essere preziosi per la salute e il benessere psicofisico. Gli esercizi possono essere praticati uno o più per volta o tutti insieme in un’unica sequenza.
Normalmente si effettuano 8 ripetizioni per un totale di 64 movimenti, lo stesso numero degli ideogrammi dei I ‘Ching a rappresentare il completamento e la completezza di tutte le trasformazioni.

“Si consiglia di indossare abiti comodi e con più strati in modo da non soffrire il caldo durante le parti fisiche, di indossare scarpe comode a suola bassa e con la caviglia libera, di portare un tappetino per le parti a piedi nudi.”

presentazione2

Cari amici

Vi comunico con grande gioia che stiamo cambiando la sede della Scuola di Agopuntura Tradizionale della Citta’ di Firenze. Ed è per questo che vi rivolgo l’invito a festeggiare insieme un rinnovamento e l’opportunità di condividere un momento di festa. La giornata del 7 aprile, introdotta dal Sindaco di Firenze, sarà l’occasione per rivedersi, incontrarci e raccontarvi delle numerose novità che si affiancano ad un nuovo inizio. Pertanto vederci e stare insieme ascoltando un concerto bellissimo, e ammirando uno spettacolo straordinario della tradizione antica cinese e soprattutto salutare vecchi amici diventerà un momento che spero sarà indimenticabile.

Franco Cracolici

Franco Cracolici  (Centro ospedaliero di medicina integrata della regione Toscana, Ospedale di Pitigliano, USL9, Grosseto)

Il Centro ospedaliero di  Medicina Integrata della regione Toscana presso l'ospedale di Pitigliano (USL 9, Grosseto) è frutto di un progetto sanitario innovativo approvato  dalla regione Toscana con delibera n° 48 del  2010  e inaugurato  nel febbraio 2011. Esso ha lo scopo di sperimentare un setting clinico di medicina integrata includente omeopatia e agopuntura per i pazienti ricoverati in un ospedale pubblico, fatto che costituisce la prima esperienza in Europa. Inoltre esso ha lo scopo  di rendere disponibili per i cittadini le due menzionate  medicine complementari negli ambulatori dell'ospedale dietro pagamento di ticket sanitario  e di verificare l'utilità ed efficacia della medicina ortodossa integrata con tali medicine  nel trattamento delle malattie croniche di maggior diffusione epidemiologica. Infine, avendo incluso nella sperimentazione il Presidio di Riabilitazione neurologica e ortopedica del vicino paese di Manciano,  il Centro si prefigge di valutare l'utilità della integrazione delle cure per i pazienti in riabilitazione neurologica e ortopedica dopo stroke, interventi di protesi ortopedica di anca e ginocchio e nei pazienti  affetti da gravi malattie neurologiche (SLA, sclerosi multipla, morbo di Parkinson etc.).  

Il setting clinico di Medicina Integrata

L'attivazione di un setting clinico di medicina integrata in un reparto ospedaliero  di medicina non  è stata una esperienza semplice. Questo del resto era prevedibile, stante  la insufficiente  cultura  dell'integrazione dei saperi nel nostro Paese e, per conseguenza, la scarsa collaborazione tra competenze mediche di aree cosiddette "ortodossa" e "complementare".  L'opposizione della medicina ortodossa alla collaborazione con altri saperi medici (Medicina Integrata)nel nostro paese è  un  tema  ben noto,  oggetto di numerose e aspre polemiche a livello nazionale. Di fatto,  nonostante la posizione aperta del governo sanitario toscano nei confronti  delle medicine complementari e integrate esitato nella Legge n° 9/2007, il nostro paese non sembra ancora culturalmente  pronto ad ammettere che la medicina accademica possa essere supportata nel suo meritorio lavoro rivolto alla salute dei cittadini da altre  tecniche terapeutiche (cfr: integrative medicine, integrated medicine nella letteratura internazionale).  Nonostante le premesse, il nuovo  setting clinico in sperimentazione si è consolidato nel tempo grazie alla confidenza e al rispetto reciproco che si è instaurato negli anni tra i protagonisti coinvolti (medici "ortodossi", medici "complementari" e  il restante  personale sanitario di Pitigliano e di Manciano) anche in virtù delle esperienze  positive maturate nel lavoro in corsia. Il successo dell'esperienza sanitaria si ritiene che debba essere dovuto anche alle dimensioni piccole dell'ospedale che hanno consentito una più facile integrazione tra operatori sanitari. Per questo la decisione della regione Toscana di destinare un piccolo ospedale alla sperimentazione si è rivelata corretta e lungimirante. Va detto, per contro, che i cittadini ricoverati hanno accettato fin da subito e in larghissima percentuale (99% di essi) le cure integrate quando proposte in corsia, previo accordo tra medici ortodossi e complementari. La partecipazione alla cure integrate è stata ritenuta "facile" dal 92% dei  cittadini ricoverati sebbene la più gran parte di loro (69%) non conoscesse nemmeno l'esistenza di questa possibilità di cura. C'è da considerare che l'ospedale di Pitigliano è una struttura molto periferica con un bacino di utenza di circa  17.000 persone residenti  in quattro  Comuni  i cui utenti sono  essenzialmente  cittadini di età anziana o molto anziana (il 30% di essi ha età superiore ai  65 anni )  affetti da patologie croniche spesso multifattoriali e in comorbidità. I ricoveri nell'ospedale sono per lo più dovuti a riacutizzazioni di malattie croniche o a fatti acuti conseguenti alle malattie di fondo. L'età media dei ricoverati è compresa tra i 70 e più di 80 anni per oltre il 50% dei ricoveri con lieve prevalenza del sesso maschile (55,5%). Riguardo all'accettazione del setting di medicina integrata, differenze importanti si sono registrate tra la disponibilità (ampia e immediata ) del personale sanitario e quella (minore ma  in progressivo aumento nei tre anni della sperimentazione) dei  medici in servizio nell'ospedale. Una ottima accoglienza del progetto sanitario si è registrata, viceversa, nel Presidio di riabilitazione di  Manciano dove la collaborazione tra medici "ortodossi", personale sanitario e medici "complementari" è stata immediata e facile.  E'  ragionevole  pensare che ciò dipenda dal fatto che a Manciano sono ricoverati pazienti in terapia riabilitativa che soggiornano per periodi prolungati (una media di tre settimane) dimessi da un ospedale dopo una stabilizzazione delle loro condizioni di salute. Per essi l'effetto della Medicina Integrata è chiaramente  visibile nell'arco del periodo di ricovero e valutabile in termini di miglioramento  delle performance di rieducazione  e di riduzione del consumo di farmaci antidolorifici. Mentre all'Ospedale di Pitigliano, dove vengono ricoverati per periodi molto brevi  pazienti per eventi acuti spesso conseguenti alle malattie croniche  di cui sono affetti, i  risultati delle terapie integrate sono più sfumati.  Il giudizio degli operatori sanitari (infermieri e medici in servizio a Pitigliano e Manciano)riguardo al setting clinico di medicina integrata  è stato misurato  mediante somministrazione a tutto il personale in servizio  di un  Questionario anonimo che è stato correttamente compilato e restituito da 65 persone. Anche se quasi tutto  (91%) il personale sanitario non conosceva  la possibilità di collaborare in un setting di medicina Integrata, l'impatto con la nuova tipologia di lavoro  è stato ritenuto facile dal 46%  di esso, indifferente dal 24% e difficile dal 18% di essi. La realizzazione di un setting così innovativo, fondato sulla costruzione di un approccio interdisciplinare alla cura  realizzato attraverso l'istituzione di un briefing mattutino dedicato alla discussione dei casi clinici dei pazienti suscettibili di cure integrate tra medici esperti anche in medicina complementare e medici dei reparti, ha reso il  79% dei partecipanti al setting più fiducioso  riguardo alla reale utilità dello stesso. C'è da notare che i risultati  del questionario  qui riportato sono stati raccolti alla fine del primo anno di sperimentazione e che è ragionevole ritenere che oggi, ad esperienza consolidata, i giudizi possano essere anche  migliori. Infatti, il clima che si respira oggi a Pitigliano  è decisamente più disteso e la fiducia degli operatori sanitari "convenzionali" verso le medicine complementari è aumentata nel tempo grazie all'esperienza e all'evidenza  di un progetto sanitario che, a differenza di altre esperienze riportate in letteratura,  non è fallito.

La medicina integrata in ambulatorio

I servizi  ambulatoriali di medicina complementare erogano prestazioni di omeopatia e di agopuntura   in cinque ambulatori aperti  quattro giorni alla  settimana al pomeriggio. Fin  dal primo anno è stato difficile  ovviare al problema delle lunghe liste d'attesa per una visita. Ad oggi  sono state effettuate  oltre 26.000 prestazioni sanitarie per malattie croniche a cittadini provenienti  per il 48 % dal territorio  dell'ASL 9, per il 40% dalla restante regione Toscana e per il 12% da altre regioni.  Le visite da fuori regione sono state principalmente richieste da cittadini affetti da patologie gravi con prevalenza di patologie oncologiche,  neurologiche  e condizioni di  dolore cronico.

La tipologia dell'utente di Medicina Integrata, valutata su  oltre 26000 prestazioni sanitarie

ambulatoriali effettuate fino al 2015 è  molto diversa da quella riportata nell'indagine

ISTAT del 2007. In particolare,  emergono sostanziali differenze riguardo a:

     - età media del consumatore di medicinali omeopatici (il 50% degli utenti ha età compresa tra 50 e 90 anni)

       -categoria sociale ( prevale la fascia socialmente più  debole: pensionati, disoccupati, quindi di livello socio-economico più basso)  

-        tipo di  patologie: prevalgono patologie croniche gravate di comorbidità (malattie dismetaboliche, cardiovascolari, allergiche, reumatologiche, oncologiche, etc.)

Questi dati dimostrano che quando le medicine complementari sono disponibili per tutte le categorie sociali, le categorie più fragili e nel contempo più bisognose di cure se ne avvalgono maggiormente.

 Il ricorso a due medicine complementari è più elevato rispetto a quanto rilevato da ISTAT ed è il fiore all’occhiello della nostra attività, in quanto attraverso “l’integrazione nell’integrazione” abbiamo potuto osservare i migliori risultati.

Il livello di soddisfazione è molto alto e allineato con quanto riportato anche da ISTAT, sebbene l' indagine di ISTAT 2007 faccia riferimento prevalentemente ad una  popolazione più giovane e più  sana.

I parametri di efficacia delle prestazioni di Medicina Integrata dimostrano una risposta positiva alle cure e una riduzione nell’utilizzo di farmaci convenzionali, come documentato attraverso numnerose pubblicazioni.

Ma il nostro lavoro non si conclude  qui, anzi si amplia in quanto recentemente il Centro Ospedaliero di Medicina Integrata di Pitigliano sta portando avanti studi clinici in collaborazione con l’U.O. di Otorino dell’Ospedale Misericordia di Grosseto per la terapia integrata negli acufeni, i cui risultati preliminari sono incoraggianti e con altre U.O.tra cui quella di Leniterapia e Cure Palliative .

Per concludere, orgogliosi del nostro lavoro, auspichiamo che questo progetto pilota possa  essere  utile ad altre strutture ospedaliere che vorranno  adottare un modello di medicina Integrata    

Bibliografia di riferimento

"Massimo, Rinaldi; Rosaria, Ferreri; Cecilia, Lucenti; Roberto, Pulcri; Franco, Cracolici; Simonetta, Bernardini; ",The management of the chronic patient in complementary medicine: outcome of the first year of medical practice in a hospital's neurological rehabilitation wards in Pitigliano,European Journal of Integrative Medicine,4,,146,2012,Urban & Fischer

S. Bernardini, F. Cracolici, R. Pulcri, R. Ferreri, M. Rinaldi- Medicina integrata a Pitigliano- Toscana Medica - Anno XXXII - n. 8 Settembre 2014 pp.38-40

Franco Cracolici  (Centro ospedaliero di medicina integrata della regione Toscana, Ospedale di Pitigliano, USL9, Grosseto)

Il Centro ospedaliero di  Medicina Integrata della regione Toscana presso l'ospedale di Pitigliano (USL 9, Grosseto) è frutto di un progetto sanitario innovativo approvato  dalla regione Toscana con delibera n° 48 del  2010  e inaugurato  nel febbraio 2011. Esso ha lo scopo di sperimentare un setting clinico di medicina integrata includente omeopatia e agopuntura per i pazienti ricoverati in un ospedale pubblico, fatto che costituisce la prima esperienza in Europa. Inoltre esso ha lo scopo  di rendere disponibili per i cittadini le due menzionate  medicine complementari negli ambulatori dell'ospedale dietro pagamento di ticket sanitario  e di verificare l'utilità ed efficacia della medicina ortodossa integrata con tali medicine  nel trattamento delle malattie croniche di maggior diffusione epidemiologica. Infine, avendo incluso nella sperimentazione il Presidio di Riabilitazione neurologica e ortopedica del vicino paese di Manciano,  il Centro si prefigge di valutare l'utilità della integrazione delle cure per i pazienti in riabilitazione neurologica e ortopedica dopo stroke, interventi di protesi ortopedica di anca e ginocchio e nei pazienti  affetti da gravi malattie neurologiche (SLA, sclerosi multipla, morbo di Parkinson etc.).  

Il setting clinico di Medicina Integrata

L'attivazione di un setting clinico di medicina integrata in un reparto ospedaliero  di medicina non  è stata una esperienza semplice. Questo del resto era prevedibile, stante  la insufficiente  cultura  dell'integrazione dei saperi nel nostro Paese e, per conseguenza, la scarsa collaborazione tra competenze mediche di aree cosiddette "ortodossa" e "complementare".  L'opposizione della medicina ortodossa alla collaborazione con altri saperi medici (Medicina Integrata)nel nostro paese è  un  tema  ben noto,  oggetto di numerose e aspre polemiche a livello nazionale. Di fatto,  nonostante la posizione aperta del governo sanitario toscano nei confronti  delle medicine complementari e integrate esitato nella Legge n° 9/2007, il nostro paese non sembra ancora culturalmente  pronto ad ammettere che la medicina accademica possa essere supportata nel suo meritorio lavoro rivolto alla salute dei cittadini da altre  tecniche terapeutiche (cfr: integrative medicine, integrated medicine nella letteratura internazionale).  Nonostante le premesse, il nuovo  setting clinico in sperimentazione si è consolidato nel tempo grazie alla confidenza e al rispetto reciproco che si è instaurato negli anni tra i protagonisti coinvolti (medici "ortodossi", medici "complementari" e  il restante  personale sanitario di Pitigliano e di Manciano) anche in virtù delle esperienze  positive maturate nel lavoro in corsia. Il successo dell'esperienza sanitaria si ritiene che debba essere dovuto anche alle dimensioni piccole dell'ospedale che hanno consentito una più facile integrazione tra operatori sanitari. Per questo la decisione della regione Toscana di destinare un piccolo ospedale alla sperimentazione si è rivelata corretta e lungimirante. Va detto, per contro, che i cittadini ricoverati hanno accettato fin da subito e in larghissima percentuale (99% di essi) le cure integrate quando proposte in corsia, previo accordo tra medici ortodossi e complementari. La partecipazione alla cure integrate è stata ritenuta "facile" dal 92% dei  cittadini ricoverati sebbene la più gran parte di loro (69%) non conoscesse nemmeno l'esistenza di questa possibilità di cura. C'è da considerare che l'ospedale di Pitigliano è una struttura molto periferica con un bacino di utenza di circa  17.000 persone residenti  in quattro  Comuni  i cui utenti sono  essenzialmente  cittadini di età anziana o molto anziana (il 30% di essi ha età superiore ai  65 anni )  affetti da patologie croniche spesso multifattoriali e in comorbidità. I ricoveri nell'ospedale sono per lo più dovuti a riacutizzazioni di malattie croniche o a fatti acuti conseguenti alle malattie di fondo. L'età media dei ricoverati è compresa tra i 70 e più di 80 anni per oltre il 50% dei ricoveri con lieve prevalenza del sesso maschile (55,5%). Riguardo all'accettazione del setting di medicina integrata, differenze importanti si sono registrate tra la disponibilità (ampia e immediata ) del personale sanitario e quella (minore ma  in progressivo aumento nei tre anni della sperimentazione) dei  medici in servizio nell'ospedale. Una ottima accoglienza del progetto sanitario si è registrata, viceversa, nel Presidio di riabilitazione di  Manciano dove la collaborazione tra medici "ortodossi", personale sanitario e medici "complementari" è stata immediata e facile.  E'  ragionevole  pensare che ciò dipenda dal fatto che a Manciano sono ricoverati pazienti in terapia riabilitativa che soggiornano per periodi prolungati (una media di tre settimane) dimessi da un ospedale dopo una stabilizzazione delle loro condizioni di salute. Per essi l'effetto della Medicina Integrata è chiaramente  visibile nell'arco del periodo di ricovero e valutabile in termini di miglioramento  delle performance di rieducazione  e di riduzione del consumo di farmaci antidolorifici. Mentre all'Ospedale di Pitigliano, dove vengono ricoverati per periodi molto brevi  pazienti per eventi acuti spesso conseguenti alle malattie croniche  di cui sono affetti, i  risultati delle terapie integrate sono più sfumati.  Il giudizio degli operatori sanitari (infermieri e medici in servizio a Pitigliano e Manciano)riguardo al setting clinico di medicina integrata  è stato misurato  mediante somministrazione a tutto il personale in servizio  di un  Questionario anonimo che è stato correttamente compilato e restituito da 65 persone. Anche se quasi tutto  (91%) il personale sanitario non conosceva  la possibilità di collaborare in un setting di medicina Integrata, l'impatto con la nuova tipologia di lavoro  è stato ritenuto facile dal 46%  di esso, indifferente dal 24% e difficile dal 18% di essi. La realizzazione di un setting così innovativo, fondato sulla costruzione di un approccio interdisciplinare alla cura  realizzato attraverso l'istituzione di un briefing mattutino dedicato alla discussione dei casi clinici dei pazienti suscettibili di cure integrate tra medici esperti anche in medicina complementare e medici dei reparti, ha reso il  79% dei partecipanti al setting più fiducioso  riguardo alla reale utilità dello stesso. C'è da notare che i risultati  del questionario  qui riportato sono stati raccolti alla fine del primo anno di sperimentazione e che è ragionevole ritenere che oggi, ad esperienza consolidata, i giudizi possano essere anche  migliori. Infatti, il clima che si respira oggi a Pitigliano  è decisamente più disteso e la fiducia degli operatori sanitari "convenzionali" verso le medicine complementari è aumentata nel tempo grazie all'esperienza e all'evidenza  di un progetto sanitario che, a differenza di altre esperienze riportate in letteratura,  non è fallito.

La medicina integrata in ambulatorio

I servizi  ambulatoriali di medicina complementare erogano prestazioni di omeopatia e di agopuntura   in cinque ambulatori aperti  quattro giorni alla  settimana al pomeriggio. Fin  dal primo anno è stato difficile  ovviare al problema delle lunghe liste d'attesa per una visita. Ad oggi  sono state effettuate  oltre 26.000 prestazioni sanitarie per malattie croniche a cittadini provenienti  per il 48 % dal territorio  dell'ASL 9, per il 40% dalla restante regione Toscana e per il 12% da altre regioni.  Le visite da fuori regione sono state principalmente richieste da cittadini affetti da patologie gravi con prevalenza di patologie oncologiche,  neurologiche  e condizioni di  dolore cronico.

La tipologia dell'utente di Medicina Integrata, valutata su  oltre 26000 prestazioni sanitarie

ambulatoriali effettuate fino al 2015 è  molto diversa da quella riportata nell'indagine

ISTAT del 2007. In particolare,  emergono sostanziali differenze riguardo a:

     - età media del consumatore di medicinali omeopatici (il 50% degli utenti ha età compresa tra 50 e 90 anni)

       -categoria sociale ( prevale la fascia socialmente più  debole: pensionati, disoccupati, quindi di livello socio-economico più basso)  

-        tipo di  patologie: prevalgono patologie croniche gravate di comorbidità (malattie dismetaboliche, cardiovascolari, allergiche, reumatologiche, oncologiche, etc.)

Questi dati dimostrano che quando le medicine complementari sono disponibili per tutte le categorie sociali, le categorie più fragili e nel contempo più bisognose di cure se ne avvalgono maggiormente.

 Il ricorso a due medicine complementari è più elevato rispetto a quanto rilevato da ISTAT ed è il fiore all’occhiello della nostra attività, in quanto attraverso “l’integrazione nell’integrazione” abbiamo potuto osservare i migliori risultati.

Il livello di soddisfazione è molto alto e allineato con quanto riportato anche da ISTAT, sebbene l' indagine di ISTAT 2007 faccia riferimento prevalentemente ad una  popolazione più giovane e più  sana.

I parametri di efficacia delle prestazioni di Medicina Integrata dimostrano una risposta positiva alle cure e una riduzione nell’utilizzo di farmaci convenzionali, come documentato attraverso numnerose pubblicazioni.

Ma il nostro lavoro non si conclude  qui, anzi si amplia in quanto recentemente il Centro Ospedaliero di Medicina Integrata di Pitigliano sta portando avanti studi clinici in collaborazione con l’U.O. di Otorino dell’Ospedale Misericordia di Grosseto per la terapia integrata negli acufeni, i cui risultati preliminari sono incoraggianti e con altre U.O.tra cui quella di Leniterapia e Cure Palliative .

Per concludere, orgogliosi del nostro lavoro, auspichiamo che questo progetto pilota possa  essere  utile ad altre strutture ospedaliere che vorranno  adottare un modello di medicina Integrata    

Bibliografia di riferimento

"Massimo, Rinaldi; Rosaria, Ferreri; Cecilia, Lucenti; Roberto, Pulcri; Franco, Cracolici; Simonetta, Bernardini; ",The management of the chronic patient in complementary medicine: outcome of the first year of medical practice in a hospital's neurological rehabilitation wards in Pitigliano,European Journal of Integrative Medicine,4,,146,2012,Urban & Fischer

S. Bernardini, F. Cracolici, R. Pulcri, R. Ferreri, M. Rinaldi- Medicina integrata a Pitigliano- Toscana Medica - Anno XXXII - n. 8 Settembre 2014 pp.38-40

Presidenza della Facoltà di Medicina e Chirurgia Università di Firenze ha conferito il massimo riconoscimento del Consiglio Regionale a Nello Cracolici, fondatore della Scuola di Agopuntura di Firenze e membro fondatore della Wfas.

Tratto da:

Quotidiano Telematico dell'Agenzia per le attività di informazione del Consiglio Regionale della Toscana
Varie - 14/05/2009 16:25

Gonfalone alla memoria di Nello Cracolici

gonfalone

Il massimo riconoscimento del Consiglio regionale è stato conferito giovedì 14 maggio presso l'aula magna della presidenza della facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università degli Studi di Firenze, dal presidente della commissione Sanità

Firenze – Non solo una cerimonia ma soprattutto la prosecuzione di un movimento storico importante che ha cambiato e cambierà un pezzo di medicina del nostro paese.
Questo, per il presidente della commissione Sanità del Consiglio regionale, il senso del conferimento del Gonfalone d'argento alla memoria di Nello Cracolici, celebrazione svoltasi giovedì 14 maggio presso l'Aula magna della presidenza della facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università degli Studi di Firenze.

Nello Cracolici, fondatore nel 1980 della scuola di agopuntura tradizionale della città di Firenze e membro fondatore della World federation of Acupuncture and Moxibustion society (Wfas), è stato ricordato, da medici e amici, come uomo coraggioso, "pieno di amore e attento ad afferrare la persona in maniera globale".

Agopuntura Tradizionale Cinese e Riflessoterapia in Medicina Veterinaria: storia, evoluzione e diffusione in Occidente.

La storia

La medicina tradizionale cinese ha da tempo suscitato un grande interesse sia in medicina umana che veterinaria, in tutto il mondo Occidentale.

L'attrazione per le filosofie e per le medicine Orientali, in contrapposizione alla materialistica pratica ambulatoriale che si è andata purtroppo consolidando negli anni recenti nella cura degli animali, spinge i veterinari ad ampliare i propri orizzonti alla ricerca di sistemi alternativi o complementari che permettono di instaurare un rapporto con il paziente più dolce e singolare di quanto offra la medicina moderna.

Le origini dell'agopuntura veterinaria si perdono nella storia dell'umanità e risalgono alle radici stesse del pensiero cinese.

Il testo classico di medicina agopunturale cinese, il "Nei Ching" (The Yellow Emperior's Classic of Internal medicine) fu pubblicato non più tardi del 220 D.C., testimoniando la conoscenza di questa tecnica già in quel tempo.

Importanti scoperte archeologiche nel nord della Cina, risalenti al periodo Neolitico (40-21 secoli A.C.) dimostrano l'uso di pietre finemente lavorate, bambù, ossa e fuoco come primi strumenti tecnici di stimolazione di punti agopunturale nell'uomo.

I primi trattamenti di agopuntura tradizionale cinse negli animali, risalgono alla "Dinastia Shang", 1766 A.C. 1122 D.C. durante il quale soltanto i guaritori (figure religiose del tempo) conosciuti dalla bibliografia internazionale come "horse priest" potevano placare le divinità maligne che si impossessavano del paziente, causandone la malattia.

Resti di incisioni su corazza di tartaruga ritrovati in Cina e risalenti a questo periodo, riportano la descrizione di 36 malattie trattate con strumenti pungenti e materiale incandescente a testimoniare l'apllicazione della tecnica di agopuntura e di moxibustione come tecniche guaritrici e divinatorie nell'uomo e negli animali.

Il primo medico veterinario appartenente a questo periodo fu il cinese Chao Fu, la ciu opera professionale è descritta in testi classici di leggende di guerrieri cinesi, di testi antichi di sotria classica ed in un testo di veterinaria dell'imporoo Mu Huang (947 A.C. – 928 A.C.) durante cioè la "Dinastia Chou" (1122 A.C – 222 A.C.).

In questo periodo l'evoluzione tecnologia portò alla costruzione di veri e propri aghi in ferro sottile e come è ricordato nel Nei Ching, "con l'uso di sottili aghi metallici, veleni, droghe e pietre focaie diventano obsoleti".

Durante questo periodo (403 A.C. – 221 A.C.) iniziò la compilazione di due dei più importanti testi di medicina cinese in cui le basi filosofiche della pratica medica furono descritte. Il "huang-ti Nei Ching Su Wen" o "Nei Ching" rimane tutt'oggi il testo classico di medicina cinese. La data esatta della sua pubblicazione rimane ad oggi sconosciuta. Il libro è costituito di due parti: il "Su Wen". Il testo si proponeva di "stabilire regole classiche di agopuntura per il beneficio delle successive generazioni". I principi e le tecniche dell'agopuntura descritti in questo testo, 1000-3000 anni fa non hanno subito modificazioni nella pratica ed il prestigio e l'interesse scientifico riportati sono sopravvissuti a guerre, rivoluzioni e cambiamenti politici, rimanendo una pietra miliare anche per le generazioni attuali. I Maggiori contributi del "Nei Ghing" rimangono:

1) La determinazione della teoria dei meridiani, la localizzazione e le origini.

2) La scelta del materiale agopunturale, misura e tecnica di manipolazone degli aghi.

3) La determinazione dei nomi e la localizzazione dei 365 punti di agopuntura.

4) La descrizione di trattamenti agopunturale di malattie come la malaria, le paralisi, l'epilessia, le malattie infettive, la febbre ed altro.

5) La distribuzione dei cosiddetti "punti proibiti", localizzati in aree anatomiche rischiose per gli organi vitali per i quali un uso non corretto della manipolazione con gli aghi porterebbe alla morte del paziente.

La medicina cinese adottò in questo periodo la teoria Yin/Yang, sviluppando la vera e propria tecnica attuale nell'utilizzo degli aghi; ciò favorì la creazione di professionisti specializzati ed emarginò l'autorità dei guaritori.

Shun Yang, conosciuto anche con il nome di Pao Lo (480 A.C.) fu il primo medico veterinario agopuntore a tempo pieno ed è considerato il padre della medicina veterinaria cinese.

Durante la "Ch'in-Han Dinastia" (221 A.C. – 220 D.C.), le facilitazioni del commercio e negli scambi tra ceppi etnici diversi residenti in Cina, portò alla pubblicazione di nuovi testi veterinari che includevano oltre all'utilizzo degli aghi, l'erbologia. Tali testi furono pubblicati, come ritrovato in reperti archeologici, su legno, ossa e bambù rilegati con corde di tessuto animale o crini.

Nel 140 – 220 D.C. fu pubblicato un secondo testo classico di medicina cinese, il "Shang Han Lun", il cui autore, Chang Chung-Ching, l'ippocrate della Cina, differenziò la diagnosi dalla terapia, distinse le malattie croniche dalle acute, formulò una sorta di ricettario terapeutico per le più comuni malattie e l'appropriata terapia agopunturale. Tale testo contiene dodici capitoli di agopuntura e sette capitoli di moxibustione sia per la medicina umana che veterinaria. Egli stabilì che l'agopuntura è indicata per le malattie Yang e la moxibustione per le malattie Yin. In questo testo sono descritte anche le appropriate combinazioni fra agopuntura ed erbologia.

Il periodo che seguì appartiene alla Dinastia chin (220 D.C. – 618 D.C.), durante il quela significativi sviluppi nella tecnica dell'agopuntura si resero evidenti grazie al contributo di Huang-Fu Mi, l'autore del testo classico "Chia I Ching", costituito da 12 volumi e 128 sezioni. Nel testo sono descritti e divisi in sezioni trattati di fisiologia, patologia, diagnosi, metodologie di trattamenti e la "standardizzazione" di varie tecniche e precauzioni nell'uso degli aghi. Questo testo trova ancora oggi un valido ausilio scientifico in Giappone, Francia e Corea.

Durante il periodo T'Ang (T'Ang Dinastia 618 D.C. -907 D.C) furono pubblicati almeno altri 9 testi classici, oggi oggetti da museo.

E' importante sottolineare, però, che in questo periodo, un lavoro importante sulle terapie del cavallo e la differenziazione di 72 malattie, fu pubblicato da Li Ssu nel testo ""Ssu Mu An Chi Chi".

Le Dinastie seguenti, Sung e Yuan (960 D.C. - 1368 D.C.) videro realizzare il primo vero testo di veterinaria costituito da 8 volumi di erbologia ed agopuntura dal titolo "Shih Mu An Ch'i Ch', Durante lo stesso periodo il governo stabilì un centro federale dal quale i veterinari agopuntori potevano rifornirsi di materiale terapeutico.

Successivamente, durante la Dinastia Ming (1368 D.C. - 1644 D.C.) l'esperienza pratica di due fratelli agopuntori, Yu Pen-Yuan e Yu Pen-Heng, apportò un notevole contributo alle pubblicazioni fino ad allora fatte nel libro "Yuan Heng Liao Ma Chi" in quanto riassumeva le esperienze pratiche di tutti i veterinari agopuntori della Dinastia Ming, rappresentando ancora oggi un valido testo di oltre 300 anni di storia agopuntura!e cinese. Questo testo fu riedito ne! periodo 1644 D.C. - 1912 D.C. durante la Ch'ing Dinastia e l'edizione Ming fù divisa in quattro pani intitolate rispettivamente: "Primavera" "Estate", "Autunno"', "Inverno".

Nel tardo periodo della stessa Dinastia, nel 1900, una malattia epidemica ne1l'allevamento suinicolo, incoraggiò un esperto agopuntore del settore a pubblicare il primo testo specifico di questa specie, dal titolo "Chu Ching Ta Ch'uan".

Successivamente, durante la Repubblica Popolare, nel 1917, fu aperta una scuola privata di Agopuntura Tradizionale Cinese a Shangai che offriva un programma organico per tutti i partecipanti al corso ed un diploma finale in Medicina Cinese. Inoltre l'influenza del modello Occidentale favori lo sviluppo di Scuole Veterinarie con laurea in Medicina Occidentale senza alcuna possibilità di collegamento con la Medicina Cinese. Tuttavia, nel 1956 si contavano 159.000 agopuntori veterinari che servivano il Governo nella Cina rurale dove era concentrato il 90% della popolazione.

La politica moderna del Governo cinese fu formulata nel 1944 quando Mao Tse-Tung scrisse "se i moderni medici umani e veterinari di formazione occidentale non si uniscono ai più di 1000 agopuntori in ciascuna regione della Cina e non si aiutano a progredire vicendevolmente nella conoscenza di entrambe le medicine, aiuteranno soltanto gli uomini e gli animali a morire di malattia".

Nel Marzo 1947 fu inaugurata la Scuola di Agricoltura Universitaria dove l'arte dell'agopuntura Cinese si insegnava come Moderna Medicina Tradizionale Cinese.

Nel 1955 Kim Shung-Tse pubblicò "Hsing Yue Ma Ching", il primo libro in cui la Medicina Cinese utilizzava una terminologia veterinaria moderna.

Nel 1956 fu organizzata la prima Conferenza Nazionale in Medicina Veterinaria Cinese a Pechino, dove iniziarono a svilupparsi numerosi pro geni scientifici.

Due anni più tardi, nel 1958 l'Accademia Cinese di Agricoltura sponsorizzò la fondazione dell'Istituto di Ricerca di Medicina Veterinaria Cinese a Lanchow. In questo Istituto, i metodi di antica terapia Cinese furono raccolti e pubblicati e le stesse metodologie sperimentate per valutarne l'efficacia terapeutica.

Nel 1969 si iniziò ad utilizzare l'agopuntura come anestesia mediante sperimentazione su cavalli ed asini e successivamente su cani, gatti e bovini.

Data la differenza culturale fra Oriente ed Occidente, la Medicina Cinese in Cina non ha mai trovato un vero e proprio settore di sviluppo per i piccoli animali a causa dell'insignificante

domanda del mercato. Piuttosto una lunga serie di esperimenti sono stati svolti su uccelli selvatici ed animali non domestici, tutt'oggi praticati.

Nel 1972 fu pubblicato il primo libro di Medicina Veterinaria Orientale ed Occidentale "Shou-i Shou-chai" utilizzato oggi dagli studenti dell'Accademia Cinese di Veterinaria. I testi cinesi vengono riediti regolarmente ogni 10-15 anni.

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La diffusione della Medicina Tradizionale Cinese.

Giappone e Corea.

Gli scambi culturali e scientifici fra Giappone, Corea e Cina, si sono susseguiti per secoli, dal 202 A.C. durante l'Impero Giapponese di Jingu-Kogo fino al 531-571 A.C., anno di introduzione del Buddismo in Giappone. In questi anni almeno 17 delegazioni giapponesi furono inviate in Cina e Corea affinché l'arte dell'agopuntura diventasse pratica comune nella Medicina Giapponese. La diffusione filosofica del Buddismo Zen appena affermato in Giappone, rafforzò ulteriormente i legami fra i Paesi, favorendo gli scambi fra semplici studenti e studenti-filosofi Buddisti, con il risultato che i filosofi fornirono un grande servizio medico alla popolazione Giapponese ben predisposta nell'accettare una diversa medicina. Nel corso dei secoli i rapporti di scambio filosofico e medico fra i tre Paesi ha continuato a rafforzarsi ad un pari livello fino ad arrivare al 1867 D.C. quando soltanto a Tokyo si contavano 45 scuole di Agopuntura Veterinaria.

Dal 1950 ad oggi, l'interesse per l'Agopuntura Veterinaria è andato sempre più crescendo in questi Paesi.

Fra le figure di rilevante valore scientifico in Giappone, Dr. Meiyu Okada dirige la scuola di Meishin che organizza periodi di training per studenti in agopuntura e moxibustione. Esperto in patologia equina, Dr. Okada fu in servizio militare nell' Asahikawa Transport Corps, nel quale poté approfondire la conoscenza delle patologie della specie ed i trattamenti con l'agopuntura.

Altrettanto esperto nel settore, Dr. Massayashi Kirisawa, gestisce una clinica per cavalli da corsa a Tokyo dove i trattamenti si susseguono ad un ritmo minimo di 50 al giorno! Dr. Nakamura è invece ricercatore ed esperto in agopuntura per piccoli animali.

Negli anni recenti è stata inoltre fondata una Società di Veterinari Giapponesi Anestesiologi all' interno della quale è stata distinta una Commissione di Veterinari Agopuntori il cui presidente è il Dr. H. Kimata.

Stati Uniti e Canada

L'interesse per l'Agopuntura Veterinaria in America ed in Canada si è sviluppato soltanto nei primi anni del 19° secolo. Da allora ad oggi l'attività di ricerca e di sensibilizzazione del pubblico è stata costante e la fondazione della IVAS, International Veterinary Acupuncture Society, nel 1974 ha segnato una data "storica" nell'evoluzione di questa medicina.

Europa

Francia

Fino dai primi anni del 1900, la Francia ha dimostrato un grande interesse per le medicine Orientali legata probabilmente alla sua presenza coloniale in Indovina. Da allora molti veterinari agopuntori si sono succeduti ed attualmente la AVAF (Association Veterinaraire Acupuncture Francaise), organizza seminari di un fine settimana tenuti da Dr. Milin, Dr. Moliner, Dr. Demontoy, Dr. Janacek ed altri.

Austria

Dr. Kothbauer, uno dei primi agopuntori veterinari austriaci che si recò in Cina per imparare l'Agopuntura, organizza giornate di training per colleghi veterinari presso il "Ludwig Boltzman AP Institute" di Vienna.

Germania

Dr. Ferdinand Brunner, Dr. Dirk Draehmpaehl. Dr. Andreas Zohmann ed altri hanno pubblicato numerosi testi di agopuntura e attualmente non sono organizzati corsi di lunga durata se non seminari settimanali.

Belgio

Luc Janssen e Emiel Van den Bosch, entrambi membri IVAS, hanno organizzato in passato un breve corso IVAS presso il BVDA.

Finlandia

La Finlandia è l'unico paese Europeo ad aver introdotto la pratica dell'Agopuntura nel corso di laurea in medicina Umana e Veterinaria presso l'Università di Helsinki.

Norvegia

Dr. Are Thoresen, membro IVAS, ha organizzato in passato uno stage della stessa società.

Svezia

Dr. Ritva Krokfors membro IVAS, ha organizzato in passato uno stage della stessa società.

Gran Bretagna

L'agopuntura veterinaria è praticata da numerosi veterinari Inglesi soprattutto sui cavalli fino dal 1800 ma nessuno dei colleghi membri o non della IVAS, organizza corsi di agopuntura.

Italia

L'interesse per le medicine Orientali trova in Italia radici recenti (1997).

Attualmente la Scuola di Agopuntura Tradizionale della Città di Firenze organizza in Europa e in Occidente un corso triennale completo per Veterinari. 

L'evoluzione in occidente

Prospettare cose nuove o meglio riproporre in chiave moderna antiche pratiche mediche, come l'agopuntura veterinaria, non è sempre cosa facile.

L'agopuntura non è in effetti che una parte della medicina cinese, inseparabile essa stessa da una conoscenza originale e più globale dell'universo, che trasmessa da secoli, riveste un aspetto filosofico e si basa su un modo di ragionare, detto "per analogia", che disorienta lo spirito cartesiano del mondo Occidentale. Essa si esprime attraverso un simbolismo che può sembrare ermetico, quasi esoterico, a chi non vuole comprendere dietro la loro forma, il senso profondo delle parole e le relazioni che uniscono fra loro in modo complesso e coerente.

E' appassionante vedere quanto i Cinesi avessero capito attraverso l'osservazione del mondo che li circondava e quanto conoscessero il loro corpo. Si può dunque affermare che per il suo carattere millenario e, di fatto per i milioni di casi sui quali essa ha potuto essere sperimentata nel tempo, l'agopuntura ha ampiamente dato prova della sua efficacia e del suo legame con la realtà fisiologica dell'uomo.

Come non si può restare colpiti dall'introduzione nell'intimo dell'uomo attraverso lo studio dell' energia circolante nel nostro corpo e la legge dei Cinque Movimenti che da essa ne discende. L'agopuntura cioè opera fra l'organico (da intendersi come forma concreta dell'energia circolante in noi) e lo psichico (cioè la forma impalpabile ed eterea di questa stessa energia).

In agopuntura non ci sono delle ricette, ma unicamente dei ragionamenti. Le ricette sono solo dei risultati di ragionamenti che non abbiamo saputo fare.

Fino a poco tempo fa, a causa di un non preciso inquadramento della materia, l'agopuntura poteva facilmente essere confusa con pratiche taumaturgico sciamanistiche; la qual cosa non rendeva certamente facile una limpida e cartesiana valutazione. Oggigiorno è praticata da medici umani che hanno avuto la possibilità di specializzarsi con successo grazie ad appositi corsi istituiti da numerosi anni in diverse città. E che dire dell'agopuntura veterinaria? Questa per il momento non ha avuto nel nostro paese né un substrato informativo, né un interesse scientifico per poter progredire. Comunque, seppure tra dubbi e incertezze, l'agopuntura veterinaria continua a confermarsi positivamente, ritagliandosi un proprio spazio nell'ambito della ricerca e dell'applicazione terapeutica, affiancandosi spesso alle metodiche del campo umano. Tramite ricerche nelle varie specie, si è dimostrata la validità delle teorie agopunturale e riflessoterapeutiche, le correlazioni neuroendocrine, l'evidente mancanza di suggestioni psichiche.

Nel campo veterinario ci si è mossi dunque basandoci su esperienze agopunturistiche già acquisite dal settore umano e, quasi paradossalmente, senza un interesse diretto dei veterinari.

L'agopuntura veterinaria era fino a poco tempo fa prerogativa ed appannaggio solo di alcuni veterinari occidentali cultori della materia, suddivisi però, in analogia alla medicina umana, in due correnti che fanno capo a due scuole diverse, una di estrazione filosofica orientale definita "energetica" che presuppone lo studio e la comprensione delle complesse "leggi energetiche" ed un'altra di concezione più moderna e cartesiana fondata su convincimenti riflessoterapeutici la quale si basa su l'utilizzo dei punti di agopuntura tradizionale cinese con specifiche indicazioni terapeutiche.

Una delle motivazioni per cui le medicine energetiche si sono affermate in Occidente è la possibilità di praticarle a scopo puramente preventivo. Questa prevenzione, risultatati dell'integrazione dell'uomo o dell'animale nell'ambiente che lo circonda, avviene attraverso un rinnovato equilibrio del soggetto, tanto funzionale quanto psichico. Del resto quell'antica saggezza cinese prevedeva che i medici fossero pagati sino a quando i loro pazienti non si ammalavano.

I più scettici e semplicisti, vorrebbero forse limitare l'applicazione dell'agopuntura veterinaria in maniera sproporzionata alle reali possibilità terapeutiche di questa cura ricorrendo ad essa solo quando le affezioni dei pazienti trattati risultino refrattari o recidivi ad ogni terapia classica. Questa tecnica deve invece rappresentare un sussidio terapeutico alternativo o complementare alla propria formazione professionale, considerando quanto proposto con spirito critico adattandolo allo spirito cartesiano occidentale, ai tempi della società in cui viviamo ed alla propria cultura professionale acquisita.

Nonostante la mancanza di istruzione accademica e di solide radici nella scienza veterinaria l'Agopuntura nella pratica è impiegata con soddisfazione per la clinica dei piccoli animali e del cavallo sportivo. I risultati sono incoraggianti ma restano sconosciuti perché non trovano comunicazione a Convegni o spazio nelle riviste scientifiche. Ciò può rammaricare ma non meraviglia considerata l'ostilità del mondo scientifico verso tale tecnica terapeutica. Sulla scorta di una sentenza della Corte Suprema di Cassazione (n° 500/1982) l'agopuntura per l'uomo è stata dichiarata "atto medico" e come tale presuppone che chi la esercita sia in possesso di Laurea e di Abilitazione alla Professione Medica: per analogia è presumibile ritenere che lo stesso principio possa valere anche in campo medico veterinario.

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