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I 5 MOVIMENTI

 

I 5 Movimenti sono uno dei concetti base di tutta la Medicina Cinese, questa teoria è il frutto di migliaia di anni di osservazione della natura e riesce a cogliere il dispiegarsi nel tempo dello Yin/Yang, che si manifesta sia nelle stagioni che nei cambiamenti ciclici della vita. La teoria dei 5 Movimenti è il presupposto dell’esistenza del concetto di Macro-Microcosmo così come la teoria dei Canali è il presupposto della possibilità di scambio tra questi due “cosmi”.

Lavorare i 5 Movimenti con il QiGong permette di ottenere un’armonizzazione globale del sistema energetico, aiuta ad avere un ZhengQi (Qi circolante) in sintonia con gli stimoli ambientali e quindimigliora l’adattamento in ogni sua forma. Questa modalità di insegnamento consente diapprendere sia dei facili esercizi da eseguire durante le varie stagioni e durante i cambi di stagione, sia semplici movimenti da consigliare ai clienti per migliorare l’efficacia dei trattamenti permettendone un’azione più profonda.

Durante il corso studieremo la forma Wu Xin QiGong di Liu De Ming che ha come obbiettivo principale quello di armonizzare i 5 Movimenti. È una forma veramente completa perché lavora contemporaneamente sui Canali e sugli Organi, permette di sia di pulire che di tonificare e stimola la capacità di entrare in risonanza con l’ambiente.

IL FUOCO DELLA PRIMAVERA, L’ADOLESCENZA NELLA MEDICINA CINESE

Il seminario, a carattere teorico pratico, intende affrontare le caratterizzazioni energetiche dell’adolescenza nel mondo della Medicina Cinese e la possibilità di alcune tecniche, tuina e qigong, di sostenere questo periodo complesso per l’adattamento e l’equilibrio del ragazzo.. le tecniche fisiche sembrano rivestire un ruolo importante nel mondo moderno per lenire iperattività e ansie prestazionali, tipiche di questo periodo, con un patrimonio millenario di tecniche e suggestioni.

COMPAGNIA DEL TAO:

ARTE, EMOZIONI E BIOCHIMICA DEL CORPO

10 NOVEMBRE 2018

CONVITTO SANT'APOLLONIA - VIA SAN GALLO 25 - FIRENZE

Si propone un percorso opzionale, ma complementare al corso di Tuina di Qigong, fortemente consigliato agli allievi di tutti e tre gli anni di Tuina.

Il QiGong è una delle prime tecniche che storicamente si trovano alla base dell'attuale medicina cinese, alcune teorie affermano che il decorso dei meridiani sia stato scoperto proprio dai praticanti delle ginnastiche energetiche.

E' talmente importante come pratica che nel SoWen viene detto che i popoli del centro, coloro che soffrono del ristagno dell'energia, devono curarsi con il massaggio e la ginnastica energetica.

Per l'operatore TuiNa la pratica del QiGong è importante per vari motivi :

 raffina la percezione energetica stimolando la propriocezione

 la postura base permette di migliorare la circolazione energetica, migliorando l'efficacia del massaggio e diminuendo i rischi per l'operatore

 mantiene alto il livello di ZhengQi,o energia della buona salute, è conforme alla stagione e alla costituzione dell'individuo e si oppone ai perversi esterni

 permette di "lasciar andare" e di "staccare" dopo una giornata di lavoro, riducendo il rischio del burnout in cui anche l'operatore TuiNa può incorrere

 permette di consigliare dei facili esercizi al cliente, che se praticati con regolarità, aumenteranno l'efficacia del massaggio

“Si consiglia di indossare abiti comodi e con più strati in modo da non soffrire il caldo durante le parti più fisiche, di indossare scarpe comode a suola piatta e con la caviglia libera, di portare un tappetino per le parti a piedi nudi. “

Si propone un percorso opzionale, ma complementare al corso di Tuina di Qigong, fortemente consigliato agli allievi di tutti e tre gli anni di Tuina.

Il QiGong è una delle prime tecniche che storicamente si trovano alla base dell'attuale medicina cinese, alcune teorie affermano che il decorso dei meridiani sia stato scoperto proprio dai praticanti delle ginnastiche energetiche.

E' talmente importante come pratica che nel SoWen viene detto che i popoli del centro, coloro che soffrono del ristagno dell'energia, devono curarsi con il massaggio e la ginnastica energetica.

Per l'operatore TuiNa la pratica del QiGong è importante per vari motivi :

 raffina la percezione energetica stimolando la propriocezione

 la postura base permette di migliorare la circolazione energetica, migliorando l'efficacia del massaggio e diminuendo i rischi per l'operatore

 mantiene alto il livello di ZhengQi,o energia della buona salute, è conforme alla stagione e alla costituzione dell'individuo e si oppone ai perversi esterni

 permette di "lasciar andare" e di "staccare" dopo una giornata di lavoro, riducendo il rischio del burnout in cui anche l'operatore TuiNa può incorrere

 permette di consigliare dei facili esercizi al cliente, che se praticati con regolarità, aumenteranno l'efficacia del massaggio

“Si consiglia di indossare abiti comodi e con più strati in modo da non soffrire il caldo durante le parti più fisiche, di indossare scarpe comode a suola piatta e con la caviglia libera, di portare un tappetino per le parti a piedi nudi. “

 

Si propone un percorso opzionale di Qigong, ma complementare al corso di Tuina, fortemente consigliato agli allievi che hanno già frequentato il 1° livello o che hanno già le basi del Qigong.

Dopo aver studiato le basi del QiGong durante il primo livello, nel secondo livello iniziamo con lo studio di una forma completa, la forma che è stata scelta è Ba Duan Jin o 8 Pezzi di Broccato, una delle forme più antiche e famose che si collega bene con il programma di TuiNa. Infatti gli “8 Pezzi” lavorano sui Meridiani Curiosi che sono una parte importantissima del programma del secondo anno.

Esistono moltissime versioni e varianti di questa forma, quella che presentiamo è la versione insegnata in Italia dal maestro Jeffry Chong Yuen, che ne dà un’interpretazione alchemica cioè incentrata sulla trasformazione personale. Uno degli obbiettivi è attivare il sistema dei Curiosi al fine di ottenere il dispiegamento della propria costituzione.

Che significa 8 Pezzi di Broccato?

La definizione “8 Pezzi” si riferisce alle otto esercizi di cui è composta la sequenza. L’”Otto” è ritenuto un numero magico secondo la numerologia taoista.  “Gli 8 Pezzi” infatti lavorano principalmentesugli otto Meridiani Curiosi oltre che sui Meridiani Principali e i 3 Riscaldatori. La definizione “Broccato” vuole evidenziare quanto tali esercizi possano essere preziosi per la salute e il benessere psicofisico. Gli esercizi possono essere praticati uno o più per volta o tutti insieme in un’unica sequenza.
Normalmente si effettuano 8 ripetizioni per un totale di 64 movimenti, lo stesso numero degli ideogrammi dei I ‘Ching a rappresentare il completamento e la completezza di tutte le trasformazioni.

“Si consiglia di indossare abiti comodi e con più strati in modo da non soffrire il caldo durante le parti fisiche, di indossare scarpe comode a suola bassa e con la caviglia libera, di portare un tappetino per le parti a piedi nudi.”

presentazione2

Cari amici

Vi comunico con grande gioia che stiamo cambiando la sede della Scuola di Agopuntura Tradizionale della Citta’ di Firenze. Ed è per questo che vi rivolgo l’invito a festeggiare insieme un rinnovamento e l’opportunità di condividere un momento di festa. La giornata del 7 aprile, introdotta dal Sindaco di Firenze, sarà l’occasione per rivedersi, incontrarci e raccontarvi delle numerose novità che si affiancano ad un nuovo inizio. Pertanto vederci e stare insieme ascoltando un concerto bellissimo, e ammirando uno spettacolo straordinario della tradizione antica cinese e soprattutto salutare vecchi amici diventerà un momento che spero sarà indimenticabile.

Franco Cracolici

Franco Cracolici  (Centro ospedaliero di medicina integrata della regione Toscana, Ospedale di Pitigliano, USL9, Grosseto)

Il Centro ospedaliero di  Medicina Integrata della regione Toscana presso l'ospedale di Pitigliano (USL 9, Grosseto) è frutto di un progetto sanitario innovativo approvato  dalla regione Toscana con delibera n° 48 del  2010  e inaugurato  nel febbraio 2011. Esso ha lo scopo di sperimentare un setting clinico di medicina integrata includente omeopatia e agopuntura per i pazienti ricoverati in un ospedale pubblico, fatto che costituisce la prima esperienza in Europa. Inoltre esso ha lo scopo  di rendere disponibili per i cittadini le due menzionate  medicine complementari negli ambulatori dell'ospedale dietro pagamento di ticket sanitario  e di verificare l'utilità ed efficacia della medicina ortodossa integrata con tali medicine  nel trattamento delle malattie croniche di maggior diffusione epidemiologica. Infine, avendo incluso nella sperimentazione il Presidio di Riabilitazione neurologica e ortopedica del vicino paese di Manciano,  il Centro si prefigge di valutare l'utilità della integrazione delle cure per i pazienti in riabilitazione neurologica e ortopedica dopo stroke, interventi di protesi ortopedica di anca e ginocchio e nei pazienti  affetti da gravi malattie neurologiche (SLA, sclerosi multipla, morbo di Parkinson etc.).  

Il setting clinico di Medicina Integrata

L'attivazione di un setting clinico di medicina integrata in un reparto ospedaliero  di medicina non  è stata una esperienza semplice. Questo del resto era prevedibile, stante  la insufficiente  cultura  dell'integrazione dei saperi nel nostro Paese e, per conseguenza, la scarsa collaborazione tra competenze mediche di aree cosiddette "ortodossa" e "complementare".  L'opposizione della medicina ortodossa alla collaborazione con altri saperi medici (Medicina Integrata)nel nostro paese è  un  tema  ben noto,  oggetto di numerose e aspre polemiche a livello nazionale. Di fatto,  nonostante la posizione aperta del governo sanitario toscano nei confronti  delle medicine complementari e integrate esitato nella Legge n° 9/2007, il nostro paese non sembra ancora culturalmente  pronto ad ammettere che la medicina accademica possa essere supportata nel suo meritorio lavoro rivolto alla salute dei cittadini da altre  tecniche terapeutiche (cfr: integrative medicine, integrated medicine nella letteratura internazionale).  Nonostante le premesse, il nuovo  setting clinico in sperimentazione si è consolidato nel tempo grazie alla confidenza e al rispetto reciproco che si è instaurato negli anni tra i protagonisti coinvolti (medici "ortodossi", medici "complementari" e  il restante  personale sanitario di Pitigliano e di Manciano) anche in virtù delle esperienze  positive maturate nel lavoro in corsia. Il successo dell'esperienza sanitaria si ritiene che debba essere dovuto anche alle dimensioni piccole dell'ospedale che hanno consentito una più facile integrazione tra operatori sanitari. Per questo la decisione della regione Toscana di destinare un piccolo ospedale alla sperimentazione si è rivelata corretta e lungimirante. Va detto, per contro, che i cittadini ricoverati hanno accettato fin da subito e in larghissima percentuale (99% di essi) le cure integrate quando proposte in corsia, previo accordo tra medici ortodossi e complementari. La partecipazione alla cure integrate è stata ritenuta "facile" dal 92% dei  cittadini ricoverati sebbene la più gran parte di loro (69%) non conoscesse nemmeno l'esistenza di questa possibilità di cura. C'è da considerare che l'ospedale di Pitigliano è una struttura molto periferica con un bacino di utenza di circa  17.000 persone residenti  in quattro  Comuni  i cui utenti sono  essenzialmente  cittadini di età anziana o molto anziana (il 30% di essi ha età superiore ai  65 anni )  affetti da patologie croniche spesso multifattoriali e in comorbidità. I ricoveri nell'ospedale sono per lo più dovuti a riacutizzazioni di malattie croniche o a fatti acuti conseguenti alle malattie di fondo. L'età media dei ricoverati è compresa tra i 70 e più di 80 anni per oltre il 50% dei ricoveri con lieve prevalenza del sesso maschile (55,5%). Riguardo all'accettazione del setting di medicina integrata, differenze importanti si sono registrate tra la disponibilità (ampia e immediata ) del personale sanitario e quella (minore ma  in progressivo aumento nei tre anni della sperimentazione) dei  medici in servizio nell'ospedale. Una ottima accoglienza del progetto sanitario si è registrata, viceversa, nel Presidio di riabilitazione di  Manciano dove la collaborazione tra medici "ortodossi", personale sanitario e medici "complementari" è stata immediata e facile.  E'  ragionevole  pensare che ciò dipenda dal fatto che a Manciano sono ricoverati pazienti in terapia riabilitativa che soggiornano per periodi prolungati (una media di tre settimane) dimessi da un ospedale dopo una stabilizzazione delle loro condizioni di salute. Per essi l'effetto della Medicina Integrata è chiaramente  visibile nell'arco del periodo di ricovero e valutabile in termini di miglioramento  delle performance di rieducazione  e di riduzione del consumo di farmaci antidolorifici. Mentre all'Ospedale di Pitigliano, dove vengono ricoverati per periodi molto brevi  pazienti per eventi acuti spesso conseguenti alle malattie croniche  di cui sono affetti, i  risultati delle terapie integrate sono più sfumati.  Il giudizio degli operatori sanitari (infermieri e medici in servizio a Pitigliano e Manciano)riguardo al setting clinico di medicina integrata  è stato misurato  mediante somministrazione a tutto il personale in servizio  di un  Questionario anonimo che è stato correttamente compilato e restituito da 65 persone. Anche se quasi tutto  (91%) il personale sanitario non conosceva  la possibilità di collaborare in un setting di medicina Integrata, l'impatto con la nuova tipologia di lavoro  è stato ritenuto facile dal 46%  di esso, indifferente dal 24% e difficile dal 18% di essi. La realizzazione di un setting così innovativo, fondato sulla costruzione di un approccio interdisciplinare alla cura  realizzato attraverso l'istituzione di un briefing mattutino dedicato alla discussione dei casi clinici dei pazienti suscettibili di cure integrate tra medici esperti anche in medicina complementare e medici dei reparti, ha reso il  79% dei partecipanti al setting più fiducioso  riguardo alla reale utilità dello stesso. C'è da notare che i risultati  del questionario  qui riportato sono stati raccolti alla fine del primo anno di sperimentazione e che è ragionevole ritenere che oggi, ad esperienza consolidata, i giudizi possano essere anche  migliori. Infatti, il clima che si respira oggi a Pitigliano  è decisamente più disteso e la fiducia degli operatori sanitari "convenzionali" verso le medicine complementari è aumentata nel tempo grazie all'esperienza e all'evidenza  di un progetto sanitario che, a differenza di altre esperienze riportate in letteratura,  non è fallito.

La medicina integrata in ambulatorio

I servizi  ambulatoriali di medicina complementare erogano prestazioni di omeopatia e di agopuntura   in cinque ambulatori aperti  quattro giorni alla  settimana al pomeriggio. Fin  dal primo anno è stato difficile  ovviare al problema delle lunghe liste d'attesa per una visita. Ad oggi  sono state effettuate  oltre 26.000 prestazioni sanitarie per malattie croniche a cittadini provenienti  per il 48 % dal territorio  dell'ASL 9, per il 40% dalla restante regione Toscana e per il 12% da altre regioni.  Le visite da fuori regione sono state principalmente richieste da cittadini affetti da patologie gravi con prevalenza di patologie oncologiche,  neurologiche  e condizioni di  dolore cronico.

La tipologia dell'utente di Medicina Integrata, valutata su  oltre 26000 prestazioni sanitarie

ambulatoriali effettuate fino al 2015 è  molto diversa da quella riportata nell'indagine

ISTAT del 2007. In particolare,  emergono sostanziali differenze riguardo a:

     - età media del consumatore di medicinali omeopatici (il 50% degli utenti ha età compresa tra 50 e 90 anni)

       -categoria sociale ( prevale la fascia socialmente più  debole: pensionati, disoccupati, quindi di livello socio-economico più basso)  

-        tipo di  patologie: prevalgono patologie croniche gravate di comorbidità (malattie dismetaboliche, cardiovascolari, allergiche, reumatologiche, oncologiche, etc.)

Questi dati dimostrano che quando le medicine complementari sono disponibili per tutte le categorie sociali, le categorie più fragili e nel contempo più bisognose di cure se ne avvalgono maggiormente.

 Il ricorso a due medicine complementari è più elevato rispetto a quanto rilevato da ISTAT ed è il fiore all’occhiello della nostra attività, in quanto attraverso “l’integrazione nell’integrazione” abbiamo potuto osservare i migliori risultati.

Il livello di soddisfazione è molto alto e allineato con quanto riportato anche da ISTAT, sebbene l' indagine di ISTAT 2007 faccia riferimento prevalentemente ad una  popolazione più giovane e più  sana.

I parametri di efficacia delle prestazioni di Medicina Integrata dimostrano una risposta positiva alle cure e una riduzione nell’utilizzo di farmaci convenzionali, come documentato attraverso numnerose pubblicazioni.

Ma il nostro lavoro non si conclude  qui, anzi si amplia in quanto recentemente il Centro Ospedaliero di Medicina Integrata di Pitigliano sta portando avanti studi clinici in collaborazione con l’U.O. di Otorino dell’Ospedale Misericordia di Grosseto per la terapia integrata negli acufeni, i cui risultati preliminari sono incoraggianti e con altre U.O.tra cui quella di Leniterapia e Cure Palliative .

Per concludere, orgogliosi del nostro lavoro, auspichiamo che questo progetto pilota possa  essere  utile ad altre strutture ospedaliere che vorranno  adottare un modello di medicina Integrata    

Bibliografia di riferimento

"Massimo, Rinaldi; Rosaria, Ferreri; Cecilia, Lucenti; Roberto, Pulcri; Franco, Cracolici; Simonetta, Bernardini; ",The management of the chronic patient in complementary medicine: outcome of the first year of medical practice in a hospital's neurological rehabilitation wards in Pitigliano,European Journal of Integrative Medicine,4,,146,2012,Urban & Fischer

S. Bernardini, F. Cracolici, R. Pulcri, R. Ferreri, M. Rinaldi- Medicina integrata a Pitigliano- Toscana Medica - Anno XXXII - n. 8 Settembre 2014 pp.38-40

Franco Cracolici  (Centro ospedaliero di medicina integrata della regione Toscana, Ospedale di Pitigliano, USL9, Grosseto)

Il Centro ospedaliero di  Medicina Integrata della regione Toscana presso l'ospedale di Pitigliano (USL 9, Grosseto) è frutto di un progetto sanitario innovativo approvato  dalla regione Toscana con delibera n° 48 del  2010  e inaugurato  nel febbraio 2011. Esso ha lo scopo di sperimentare un setting clinico di medicina integrata includente omeopatia e agopuntura per i pazienti ricoverati in un ospedale pubblico, fatto che costituisce la prima esperienza in Europa. Inoltre esso ha lo scopo  di rendere disponibili per i cittadini le due menzionate  medicine complementari negli ambulatori dell'ospedale dietro pagamento di ticket sanitario  e di verificare l'utilità ed efficacia della medicina ortodossa integrata con tali medicine  nel trattamento delle malattie croniche di maggior diffusione epidemiologica. Infine, avendo incluso nella sperimentazione il Presidio di Riabilitazione neurologica e ortopedica del vicino paese di Manciano,  il Centro si prefigge di valutare l'utilità della integrazione delle cure per i pazienti in riabilitazione neurologica e ortopedica dopo stroke, interventi di protesi ortopedica di anca e ginocchio e nei pazienti  affetti da gravi malattie neurologiche (SLA, sclerosi multipla, morbo di Parkinson etc.).  

Il setting clinico di Medicina Integrata

L'attivazione di un setting clinico di medicina integrata in un reparto ospedaliero  di medicina non  è stata una esperienza semplice. Questo del resto era prevedibile, stante  la insufficiente  cultura  dell'integrazione dei saperi nel nostro Paese e, per conseguenza, la scarsa collaborazione tra competenze mediche di aree cosiddette "ortodossa" e "complementare".  L'opposizione della medicina ortodossa alla collaborazione con altri saperi medici (Medicina Integrata)nel nostro paese è  un  tema  ben noto,  oggetto di numerose e aspre polemiche a livello nazionale. Di fatto,  nonostante la posizione aperta del governo sanitario toscano nei confronti  delle medicine complementari e integrate esitato nella Legge n° 9/2007, il nostro paese non sembra ancora culturalmente  pronto ad ammettere che la medicina accademica possa essere supportata nel suo meritorio lavoro rivolto alla salute dei cittadini da altre  tecniche terapeutiche (cfr: integrative medicine, integrated medicine nella letteratura internazionale).  Nonostante le premesse, il nuovo  setting clinico in sperimentazione si è consolidato nel tempo grazie alla confidenza e al rispetto reciproco che si è instaurato negli anni tra i protagonisti coinvolti (medici "ortodossi", medici "complementari" e  il restante  personale sanitario di Pitigliano e di Manciano) anche in virtù delle esperienze  positive maturate nel lavoro in corsia. Il successo dell'esperienza sanitaria si ritiene che debba essere dovuto anche alle dimensioni piccole dell'ospedale che hanno consentito una più facile integrazione tra operatori sanitari. Per questo la decisione della regione Toscana di destinare un piccolo ospedale alla sperimentazione si è rivelata corretta e lungimirante. Va detto, per contro, che i cittadini ricoverati hanno accettato fin da subito e in larghissima percentuale (99% di essi) le cure integrate quando proposte in corsia, previo accordo tra medici ortodossi e complementari. La partecipazione alla cure integrate è stata ritenuta "facile" dal 92% dei  cittadini ricoverati sebbene la più gran parte di loro (69%) non conoscesse nemmeno l'esistenza di questa possibilità di cura. C'è da considerare che l'ospedale di Pitigliano è una struttura molto periferica con un bacino di utenza di circa  17.000 persone residenti  in quattro  Comuni  i cui utenti sono  essenzialmente  cittadini di età anziana o molto anziana (il 30% di essi ha età superiore ai  65 anni )  affetti da patologie croniche spesso multifattoriali e in comorbidità. I ricoveri nell'ospedale sono per lo più dovuti a riacutizzazioni di malattie croniche o a fatti acuti conseguenti alle malattie di fondo. L'età media dei ricoverati è compresa tra i 70 e più di 80 anni per oltre il 50% dei ricoveri con lieve prevalenza del sesso maschile (55,5%). Riguardo all'accettazione del setting di medicina integrata, differenze importanti si sono registrate tra la disponibilità (ampia e immediata ) del personale sanitario e quella (minore ma  in progressivo aumento nei tre anni della sperimentazione) dei  medici in servizio nell'ospedale. Una ottima accoglienza del progetto sanitario si è registrata, viceversa, nel Presidio di riabilitazione di  Manciano dove la collaborazione tra medici "ortodossi", personale sanitario e medici "complementari" è stata immediata e facile.  E'  ragionevole  pensare che ciò dipenda dal fatto che a Manciano sono ricoverati pazienti in terapia riabilitativa che soggiornano per periodi prolungati (una media di tre settimane) dimessi da un ospedale dopo una stabilizzazione delle loro condizioni di salute. Per essi l'effetto della Medicina Integrata è chiaramente  visibile nell'arco del periodo di ricovero e valutabile in termini di miglioramento  delle performance di rieducazione  e di riduzione del consumo di farmaci antidolorifici. Mentre all'Ospedale di Pitigliano, dove vengono ricoverati per periodi molto brevi  pazienti per eventi acuti spesso conseguenti alle malattie croniche  di cui sono affetti, i  risultati delle terapie integrate sono più sfumati.  Il giudizio degli operatori sanitari (infermieri e medici in servizio a Pitigliano e Manciano)riguardo al setting clinico di medicina integrata  è stato misurato  mediante somministrazione a tutto il personale in servizio  di un  Questionario anonimo che è stato correttamente compilato e restituito da 65 persone. Anche se quasi tutto  (91%) il personale sanitario non conosceva  la possibilità di collaborare in un setting di medicina Integrata, l'impatto con la nuova tipologia di lavoro  è stato ritenuto facile dal 46%  di esso, indifferente dal 24% e difficile dal 18% di essi. La realizzazione di un setting così innovativo, fondato sulla costruzione di un approccio interdisciplinare alla cura  realizzato attraverso l'istituzione di un briefing mattutino dedicato alla discussione dei casi clinici dei pazienti suscettibili di cure integrate tra medici esperti anche in medicina complementare e medici dei reparti, ha reso il  79% dei partecipanti al setting più fiducioso  riguardo alla reale utilità dello stesso. C'è da notare che i risultati  del questionario  qui riportato sono stati raccolti alla fine del primo anno di sperimentazione e che è ragionevole ritenere che oggi, ad esperienza consolidata, i giudizi possano essere anche  migliori. Infatti, il clima che si respira oggi a Pitigliano  è decisamente più disteso e la fiducia degli operatori sanitari "convenzionali" verso le medicine complementari è aumentata nel tempo grazie all'esperienza e all'evidenza  di un progetto sanitario che, a differenza di altre esperienze riportate in letteratura,  non è fallito.

La medicina integrata in ambulatorio

I servizi  ambulatoriali di medicina complementare erogano prestazioni di omeopatia e di agopuntura   in cinque ambulatori aperti  quattro giorni alla  settimana al pomeriggio. Fin  dal primo anno è stato difficile  ovviare al problema delle lunghe liste d'attesa per una visita. Ad oggi  sono state effettuate  oltre 26.000 prestazioni sanitarie per malattie croniche a cittadini provenienti  per il 48 % dal territorio  dell'ASL 9, per il 40% dalla restante regione Toscana e per il 12% da altre regioni.  Le visite da fuori regione sono state principalmente richieste da cittadini affetti da patologie gravi con prevalenza di patologie oncologiche,  neurologiche  e condizioni di  dolore cronico.

La tipologia dell'utente di Medicina Integrata, valutata su  oltre 26000 prestazioni sanitarie

ambulatoriali effettuate fino al 2015 è  molto diversa da quella riportata nell'indagine

ISTAT del 2007. In particolare,  emergono sostanziali differenze riguardo a:

     - età media del consumatore di medicinali omeopatici (il 50% degli utenti ha età compresa tra 50 e 90 anni)

       -categoria sociale ( prevale la fascia socialmente più  debole: pensionati, disoccupati, quindi di livello socio-economico più basso)  

-        tipo di  patologie: prevalgono patologie croniche gravate di comorbidità (malattie dismetaboliche, cardiovascolari, allergiche, reumatologiche, oncologiche, etc.)

Questi dati dimostrano che quando le medicine complementari sono disponibili per tutte le categorie sociali, le categorie più fragili e nel contempo più bisognose di cure se ne avvalgono maggiormente.

 Il ricorso a due medicine complementari è più elevato rispetto a quanto rilevato da ISTAT ed è il fiore all’occhiello della nostra attività, in quanto attraverso “l’integrazione nell’integrazione” abbiamo potuto osservare i migliori risultati.

Il livello di soddisfazione è molto alto e allineato con quanto riportato anche da ISTAT, sebbene l' indagine di ISTAT 2007 faccia riferimento prevalentemente ad una  popolazione più giovane e più  sana.

I parametri di efficacia delle prestazioni di Medicina Integrata dimostrano una risposta positiva alle cure e una riduzione nell’utilizzo di farmaci convenzionali, come documentato attraverso numnerose pubblicazioni.

Ma il nostro lavoro non si conclude  qui, anzi si amplia in quanto recentemente il Centro Ospedaliero di Medicina Integrata di Pitigliano sta portando avanti studi clinici in collaborazione con l’U.O. di Otorino dell’Ospedale Misericordia di Grosseto per la terapia integrata negli acufeni, i cui risultati preliminari sono incoraggianti e con altre U.O.tra cui quella di Leniterapia e Cure Palliative .

Per concludere, orgogliosi del nostro lavoro, auspichiamo che questo progetto pilota possa  essere  utile ad altre strutture ospedaliere che vorranno  adottare un modello di medicina Integrata    

Bibliografia di riferimento

"Massimo, Rinaldi; Rosaria, Ferreri; Cecilia, Lucenti; Roberto, Pulcri; Franco, Cracolici; Simonetta, Bernardini; ",The management of the chronic patient in complementary medicine: outcome of the first year of medical practice in a hospital's neurological rehabilitation wards in Pitigliano,European Journal of Integrative Medicine,4,,146,2012,Urban & Fischer

S. Bernardini, F. Cracolici, R. Pulcri, R. Ferreri, M. Rinaldi- Medicina integrata a Pitigliano- Toscana Medica - Anno XXXII - n. 8 Settembre 2014 pp.38-40

Presidenza della Facoltà di Medicina e Chirurgia Università di Firenze ha conferito il massimo riconoscimento del Consiglio Regionale a Nello Cracolici, fondatore della Scuola di Agopuntura di Firenze e membro fondatore della Wfas.

Tratto da:

Quotidiano Telematico dell'Agenzia per le attività di informazione del Consiglio Regionale della Toscana
Varie - 14/05/2009 16:25

Gonfalone alla memoria di Nello Cracolici

gonfalone

Il massimo riconoscimento del Consiglio regionale è stato conferito giovedì 14 maggio presso l'aula magna della presidenza della facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università degli Studi di Firenze, dal presidente della commissione Sanità

Firenze – Non solo una cerimonia ma soprattutto la prosecuzione di un movimento storico importante che ha cambiato e cambierà un pezzo di medicina del nostro paese.
Questo, per il presidente della commissione Sanità del Consiglio regionale, il senso del conferimento del Gonfalone d'argento alla memoria di Nello Cracolici, celebrazione svoltasi giovedì 14 maggio presso l'Aula magna della presidenza della facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università degli Studi di Firenze.

Nello Cracolici, fondatore nel 1980 della scuola di agopuntura tradizionale della città di Firenze e membro fondatore della World federation of Acupuncture and Moxibustion society (Wfas), è stato ricordato, da medici e amici, come uomo coraggioso, "pieno di amore e attento ad afferrare la persona in maniera globale".

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